Settembre 26, 2022

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Come scegliere il proprio conto corrente

 

Fra gli argomenti di discussione più gettonati vi è sicuramente il conto corrente! E sì, perché pensare di non averne uno è pura utopia, ma le spese si fanno sentire e non poco, soprattutto dopo i rincari degli ultimi mesi. Cerchiamo, allora, di fare il punto della situazione, riepilogando i costi ai quali andremo incontro sottoscrivendone uno. Di solito, non possiamo esimerci dal pagamento di canoni periodici, nella maggior parte dei casi a cadenza mensile: badiamo che siano almeno comprese un numero di operazioni forfetarie o, meglio ancora, illimitate. E che siano effettuabili allo sportello!

Accade, infatti, che per tutte quelle non comprese nel canone corrisposto si debba pagare a parte, e l’importo non è mai ragionevole: motivo per cui si evita il più possibile di recarsi presso la propria filiale e si usa l’operatività on line (ove prevista). Se abbiamo una carta di credito collegata al conto, è facile che ci sarà da versare un obolo in caso di utilizzo durante la mensilità: verifichiamo prima se e a quanto ammonta tale spesa. Il bancomat, normalmente, è gratuito. Informatevi preventivamente circa i limiti imposti per il prelievo ed il pagamento tramite carta: se non si è ben attenti a queste cifre, si rischia di finire in rosso senza averne cognizione di causa.

L’estratto conto è un altro tasto dolente: se preferite riceverlo cartaceo al vostro domicilio aspettatevi una maggiorazione dei costi. Se potete, scegliete l’opzione che vi consente di riceverlo nella vostra casella di posta elettronica: in tal caso, l’invio è sempre gratis e per di più, viene fatto in tempo reale. Se avete intenzione di contestare l’estratto conto ricevuto, ricordatevi che avete 60 giorni di tempo per farlo: trascorso questo periodo, non potrete più in alcun modo rivalervi per le spese in esso registrate, anche se fossero dovute ad una truffa o ad un uso improprio del vostro bancomat.

A queste spese, per lo più comuni a tutti i conti corrente, se ne aggiungono altre, come ad esempio, quelle di liquidazione o di chiusura periodica, su base annua o trimestrale; le commissioni dovute per il massimo scoperto trimestrale (spesso molto salate); l’imposta di bollo obbligatoria per legge, che è una tassa fissa versata allo Stato per il semplice possesso di un conto corrente. Controllate che la banca non vi addebiti il costo per la chiusura del conto, nel caso in cui effettuiate tale operazione. La legge vieta espressamente tale onere, ma talvolta gl’istituti di credito lo compiono ugualmente, rimanendo in attesa di una vostra richiesta di rimborso.

Se la banca dovesse modificare le condizioni del vostro conto corrente in peggio, non perdetevi d’animo e provate a contrattarne di più vantaggiose: sebbene il Testo Unico Bancario preveda che è nella facoltà di un istituto di credito apportare variazioni anche peggiorative, voi avete sempre l’arma della libera scelta di un nuovo soggetto creditizio, al quale affidare i vostri risparmi. Per cui, fatevi valere: a volte, basta conoscere i propri diritti per essere presi in considerazione ed ottenere con facilità ciò che vi spetta.